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L’Associazione “M&M - Idee per un Paese migliore”, che riunisce imprenditori, manager, banchieri, accademici, ha presentato nelle scorse settimane una proposta per una straordinaria, ingente erogazione di credito con garanzia dello Stato agli operatori economici del Paese, cosi da superare l’emergenza Covid-19. Il cosiddetto “Piano Bridge” è stato condiviso in #opensource dallo scorso 26 marzo con i rappresentanti di tutte le istituzioni e i partiti politici, le associazioni di categoria e le parti sociali, suscitando dibattito e sostegno diffuso.

Le misure adottate delle autorita’ pubbliche presentano elementi in comune con il Piano Bridge. Con lo stesso spirito #opensource, sottoponiamo al dibattito alcuni suggerimenti che potrebbero rendere il meccanismo di erogazione della liquidità ancora più efficace, fluido e veloce.

In particolare, ci sembra importante segnalare le seguenti misure:

  1. Durata dei prestiti di liquidita’: una durata di 8-10 anni sembra più adatta a diminuire la pressione dei rimborsi sugli operatori. (E’ necessario un confronto con la Commissione Europea affinche’ autorizzi un termine più lungo di quello previsto dal Temporary Framework);

  2. Manleva: l’esigenza di velocità e certezza nell’erogazione dei fondi, in una situazione in cui il prenditore possa essere contrassegnato da evidenti rischi di default, mal si concilia con la possibilità che le banche siano chiamate in futuro a subire azioni di revocatoria sui crediti concessi e/o di rispondere di potenziali reati fallimentari, di concessione abusiva del credito, di bancarotta preferenziale, di peculato. Va introdotta una specifica manleva volta ad escludere la perseguibilità delle banche per tali reati in connessione con le nuove erogazioni di liquidità;

  3. UtP: si tratta del segmento in questo momento maggiormente a rischio, oltre 60 miliardi di crediti lordi che possono già aver formato oggetto in passato di ristrutturazioni e che, alla luce delle regole di vigilanza, non possono beneficiare di moratorie. Si prevede un intervento con due obiettivi:
    a) estendere anche ai crediti classificati come UtP la possibilità di beneficiare dei nuovi finanziamenti con garanzia SACE o Fondo, a condizione che il prenditore sia un’azienda “funzionante” (potrebbero a tal riguardo essere presi a riferimento i piani di ristrutturazione in corso, asseverati da esterni). Il “moral hazard” può essere fortemente mitigato ipotizzando che la garanzia pubblica possa ammontare a 2 volte l’intervento di nuova finanza in prededuzione concedibile dalle banche creditrici e quindi garanzia del 66% su crediti nuovi e non in rimborso di linee esistenti;
    b) prevedere che le protezioni “di portafoglio” possano essere estese anche a portafogli contenenti posizioni UtP;

  4. Assicurazione crediti commerciali: estensione della garanzia statale alle compagnie di assicurazione del credito commerciale (come Euler Hermes e Coface) per evitare una riduzione degli affidamenti da queste accordate alle aziende su crediti smobilizzati presso le banche o i factor, a causa di abbassamento del rating dovuto agli impatti del Covid-19. L’assicurazione del credito agevola le dilazioni di pagamento nelle transazioni commerciali tra aziende ed è da considerarsi liquidità a tutti gli effetti. La Germania ha stanziato su questo capitolo circa 35 bn€, già approvato dalla Commissione Europea in data 14/4/20;

  5. Fintech: considerati gli obiettivi ultimi del DL Liquidità, appare urgente che sia concesso alle piattaforme di social lending e crowdfunding di operare con il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI;

  6. Clausole sulla cessione credito commerciale: abolizione per legge delle clausole contrattuali che impediscono la cessione del credito commerciale, allo scopo di accelerare l’incasso delle fatture dei fornitori attraverso operazioni di sconto bancario e di factoring.

Infine, qualora si introducesero nuove misure per trasferimenti “a fondo perduto”, si raccomanda che esse vengano ben raccordate con le misure sulla liquidita’.

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